Guida terrestre per le nuove tecnologie (rigorosamente dedicata alle donne)

Che fatica! Non mi viene in mente un’altra introduzione. Ieri sera chiamo il mio amico Roberto che io affettuosamente chiamo Roberto Roma. La conversazione è stata a grandi linee questa:

 

Io: Non mi è molto chiaro il tuo commento su Facebook
Lui: Non c’è molto da capire.
Io: Ok.

 

Dopo abbiamo cambiato argomento e siamo finiti a parlare della spazzatura milanese e i giorni in cui va buttata. In realtà da milanese mi sono sentita in dovere di spiegare ad un romano appena traslocato a Milano come deve fare per non prendere le multe.


Lui: Io butto la spazzatura in incognito.
Io: Scusa, che vuol dire?
Lui: Non mi piace che i vicini mi vedano con gli scatoloni appena presi da Ikea.
Io (molto perplessa): Va bene, anche se un po’ strano sei.
Lui: Sai che non va più di moda parlare al telefono?
Io: Ma davvero?
Lui: Ora si usa Whatsapp.
Io: A proposito di questo, devo scrivere un pezzo sulla tecnologia.
Lui: In che senso?
Io: Le donne e la tecnologia.
Lui: Non potete farcela. Due mondi che non funzionano.

 

Vedremo, gli rispondo io. Parto dall’inizio della storia così capite bene. Nel 2009 ho acquistato un telefonino Nokia fidandomi rigorosamente di due cari amici che sono anche ingegneri meccanici e amanti della tecnologia. Sono stata consigliata benissimo come sempre e non ho mai avuto problemi. Ora, che siamo nel 2014 ovviamente la batteria ha iniziato a dare segni di cedimento. Onestamente non mi dava neanche fastidio metterla in carica una volta al giorno. Il problema, se così vogliamo chiamarlo, nasce in un (apparentemente) insignificante mercoledì pomeriggio d’estate quando vengo invitata a mangiare la pizza a casa della mia migliore amica alla quale ho fatto anche da testimone di nozze. Quando arrivo, mi prende da parte la sua bambina e mi sussurra all’orecchio: ‘La mamma avrà il telefonino nuovo ma devi tenere il segreto, è una sorpresa!’. Ovviamente non era un segreto ma io stavo al gioco. Prima di quel giorno avevamo lo stesso telefono perché in realtà non siamo per niente interessate al progresso tecnologico. Il fatto è che suo marito ha detto che non poteva più guardarla con quel telefono (pure incollato, come il mio tra l’altro), quindi le ha scelto il telefono insieme al suo testimone di nozze che è responsabile in un negozio di telefonia.

 

Ecco, quando ho visto lei modernizzata e io ultima dei non moderni nella cerchia dei nostri amici, ho provato INVIDIA, inspiegabile ma c’è stata! Come quando eravamo piccole e a lei hanno comprato la Skipper originale e la mia era un falso. Ovviamente non sapevo, è una cosa che ho scoperto di recente e sapete che vi dico? La mia, anche se non era la figlia vera di Barbie e Ken era più bella della sua!

 

Dopo la pizzata e con l’avvicinarsi del mio compleanno ho deciso che non sarei rimasta l’ultima degli ‘sfigati’. Dopo anni in cui non usavo giocattoli, ho deciso che ne volevo uno! Io li chiamo così questi telefoni moderni, non riesco a trovare una definizione migliore. Dato che mi sono sempre affidata alla stessa persona per la tecnologia, ho chiesto aiuto; di solito ama fare ricerche ma questa volta è stato irremovibile ‘Nokia Lumia 630, niente Android’. Ho provato a farmi dare delle spiegazioni per capire meglio ma non c’è stato niente da fare e così ho deciso di fare un sondaggio tutto al maschile su quale dei due sistemi operativi era migliore. Nel sondaggio, e davvero non saprei dirvi il perché, ho coinvolto anche l’unico uomo che conosco senza telefonino e che di mestiere costruisce case, ponti e ferrovie. A questo proposito mi viene in mente che il mio amico Roberto mi ha definita svampita. Ammetto che è stato un gesto audace e la sorpresa ancora più grande è stata ‘android’, non entro nei particolari del sondaggio che ho condotto persino sulla spiaggia. Quando è troppo, è troppo!

 

Comunque, più opinioni sentivo e più mi sentivo confusa così ho applicato il metodo quello che dice ‘Se non va a destra, vai a sinistra’, qualcosa del genere: mi sono messa nelle mani (metaforicamente parlando) di mio cugino. A prima lettura non sembra niente di strano tranne per un particolare, è un pittore ma per fortuna di quelli anomali, è un vero intenditore di macchine, computer, telefonini e soprattutto è il più grande ipocondriaco che io abbia mai incontrato, probabilmente anche voi sareste d’accordo con me se lo conosceste. Mi ha davvero semplificato la vita nel tempo in cui abbiamo bevuto un caffè. Ora vi scrivo quello che mi ha scritto lui su un post-it, una sorta di guida terrestre alla nuova tecnologia.

 

Se siete donne, volete comprare un buon telefono senza spendere cifre esorbitanti (come piace fare ai maschi) dovete fare le vostre ricerche seguendo questi criteri:

1. Anche se i marchi sono differenti più o meno sono tutti uguali
2. Android (è meglio di Windows)
3. Wi-fi
4. 1 GB RAM
5. Minimo 4 GB memoria interna
6. Processore da 1GHZ in su (al di sotto non se ne parla)
7. Nel pacchetto (che sia ricaricabile oppure abbonamento) si parte da 2GB al mese

 

E ora passiamo alle marche che inizialmente avevo sul foglio:
– SAMSUNG
– HUAWEI (Y 300)
– HTC (il migliore, coreano)
– NOKIA (esiste anche la versione Android)
– LG

 

Bene, dopo avere deciso di fidarmi ho fatto altri sondaggi per vedere come sarebbe stata la reazione. Da subito è stato bocciato HTC (che esteticamente era il mio preferito) e ho ottenuto un’altra lista, questa (rigorosamente in ordine di qualità):

– Iphone
– Samsung
– Nokia

 

Dato che considero l’Iphone allo stesso livello di un Rolex oppure di un paio di Hogan, cioè un semplice (e costoso) status symbol per gente complessata, ero molto indecisa tra il Samsung e il Nokia della mia amica. Le mie conclusioni alla fine sono state queste:

 

– Non voglio avere lo stesso ‘giocattolo’ della mia amica del cuore. I tempi delle Barbie e Skipper sono finiti.
– Scegliamo un Samsung che abbia tutte le caratteristiche indicatemi da mio cugino.

 

Scelta finale, Samsung Galaxy s3 mini (4′, non è poi tanto mini), GT-i8200 (la nuova versione uscita agli inizi dell’anno con il processore potenziato). Con queste idee chiare mi sono presentata in un negozio di telefonia e ho fatto il mio monologo su cosa volevo e su cosa assolutamente non volevo e come se non bastasse ho trovato in rete (e questa è una cosa che sanno in pochi) che esistono due versioni dello stesso telefono. Volete sapere cosa ha detto il capo reparto (uomo)? ‘Lei è davvero una donna atipica. Di solito le donne vengono qui prendono la scatola del telefono e vanno alla cassa ma lei si intende, anzi potrebbe fare il mio lavoro’. Caro Roberto Roma, come vedi alla fine anche i due mondi apparentemente distanti si possono avvicinare e forse, persino funzionare.

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