Oppressione

Mi rileggo ogni tanto e vede che spesso le mie elucubrazioni sono poco ottimistiche, abbastanza oscure e a volte addirittura un po’ depressive. Mi chiedo se sto peggiorando con l’avanzare dell’età, perché mi ritenevo sempre una persona molto ottimistica, oppure c’è qualche ragione oggettiva, che mi porta in questo stato non proprio molto luminoso. In effetti, guardandomi intorno vedo molte scuse per il mio stato d’animo. Basta accendere il televisore, aprire un giornale oppure leggere i notiziari in rete per andare in crisi spirituale. Menzionando i 3 media, spesso mi pongo una domanda: ma servono davvero tutti e tre. Spesso, tornando a casa dall’ufficio, accendo il televisore e guardo uno dei tre canali che trasmettono le notizie 24 ore al giorno.

Sono molto simili tra di loro, intendo concettualmente, ma anche gli altri telegiornali hanno le stesse basi. Metà delle notizie che fanno vedere, sono quelle che appaiono in rete; vari tweet, post su Facebook o Instagram. Semplicemente gli fanno vedere, come se lo schermo televisivo diventasse lo schermo di un computer oppure di uno smartphone. Coppia – incolla. Cavolo, date un canale televisivo a me e riuscirò a produrre un telegiornale anche io, in questo modo. I collegamenti esterni con i loro inviati quasi sempre sono realizzati tramite Skype. Un modo molto conveniente, cioè gratuito per avere un collegamento visivo, ma molto poco professionale in quanto la qualità è spesso inaccettabile. Capita frequentemente che sono costretti ad interrompere la connessione in quanto è inguardabile e inaudibile.

Dopo, verso la mezzanotte, c’è la rassegna stampa. Chiamano alcuni ospiti e commentano i principali titoli dei giornali. Ma che divertimento. I titoli sono prevalentemente uguali, ma dipende dall’orientamento del giornale in che modo una particolare notizia è presentata. Quelli di destra usano la tromba, mentre quelli sinistrosi soffiano nel trombone. Si interpreta tutto, anche quello che non è interpretabile. Aumenta il prezzo di pane: per uni è colpa del governo che gestisce male le politiche industriali e carica troppe tasse, per altri c’è una congiuntura internazionale che fa aumentare il prezzo di grano, includendo ovviamente anche la colpa dei cambiamenti climatici.

A proposito dell’ultima affermazione, il governo francese pianifica di introdurre la tassa sui voli low-cost da e per la Francia. Contano di raccogliere qualche centinaia di milioni di euro, gilet gialli permettendo. Ricordiamo che questo movimento è partito proprio contro una ecotassa sui carburanti. Si scarica sempre tutto sui ceti medi e quei bassi, mentre i ricchi se la spassano comunque. Alcuni chiamano questa tassa green, ma è già uscito il nome più fantasioso: Greta tax. L’adolescente svedese si è aperta le porte di tutti i media, e adesso entra anche nel linguaggio di economia e finanza.

All’oppressione, nei vari modi, siamo esposti dappertutto e quotidianamente. I talk-show a non finire e a non fornire alcuna informazione tranne aumentare la confusione nei nostri cervelli. Senti uno e ti sembra che abbia ragione. Il problema è che anche l’altro l’abbia, almeno ad apparenza. Il dubbio che proviene dal confronto delle 2 posizioni diverse non si chiarisce. Il conduttore è quasi sempre neutrale, per non dire inesistente e disinteressato (mi propongo di fare anche questo mestiere, se pagato, ovviamente). Sulla neutralità sono d’accordo, ma fino ad un certo punto, perché quando si superano certi limiti, bisognerebbe intervenire, ma loro lo fanno nei casi molto rari. Tali casi si limitano nelle circostanze quando l’interlocutore sia proprio antipatico al presentatore.

Mi sono riletto quello che ho scritto fino a questo punto e ho fatto una pausa di riflessione. Sembra un testo scritto in modo automatico, da un’applicazione che avrebbe un certo valore come tale, ma linguisticamente sarebbe bocciate anche da una maestra nelle scuole elementari. Effettivamente, nelle scuole elementari, ma anche dopo, non avevo un voto molto elevato in italiano. Il cervello mi girava troppo in fretta e io non riuscivo a ordinare e sistemare i pensieri che mi venivano; così i miei compiti sembravano una raccolta occasionale dei flash di memoria. Qualcuno nel mondo letterario si è fatto anche il nome e la fortuna con questo stile di scrittura, ma io non ci arriverò mai. Tutto sembra un gioco d’azzardo, oppure la roulette russa; mi sparo o no. Raramente, ma capita, mi succede di tirare fuori una piccola opera accettabile. Speriamo nella prossima volta. Fino ad allora state mi belli e oppressi.

Fellini
Per finire con un’atmosfera più bella e serena, vi informo sui film che ho visto ultimi giorni. A mia moglie è venuto all’improvviso il desiderio di vedere alcuni film di Federico Fellini. Ha seguito un documentario sul nostro regista più famoso e l’idea è nata così. Mi sono dato da fare per trovare la fonte per vedere i suoi capolavori; il mio sforzo ha dato i frutti desiderati e così ci siamo visti prima Amarcord e dopo La strada. Amarcord mi è piaciuto relativamente: ottimi attori, grande regia, ma mi mancava la sostanza. Per compensare questo, ho visto molte scene copiate dai registi moderni, specialmente da parte del bosniaco Kusturica. In alcuni casi sembrano proprio le copie. La strada mi è piacito di più; il regista è riuscito a tirarmi dentro film, a farmelo sentire e questo è il massimo che un film può fornire allo spettatore. Grande Fellini!

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