Politicamente rassegnato

A metà del settembre lavoro ancora in smart working. Ma non riusciamo a trovare i nostri nomi per certe attività oppure ci sembriamo più intelligenti a noi stessi quando usiamo le lingue straniere? Mi pongo troppe domande, ma delle risposte ne ho sempre di meno. Fino a che punto la situazione andrà così? Un’altra questione alla quale non so dare un riscontro. Visto che siamo in uno stato di emergenza, fino a tale scadenza rimango a casa a svolgere il mio lavoro. A volte sono contento (dormo di più e sono libero di fare quando mi conviene di più) e a volte meno (si sta insieme con i familiari e si disturba a vicenda). Guardo troppa televisione, ma in modo poco attento. Di mattina sfoglio quei telegiornali che vanno in onda 24 ore, ma dopo qualche minuto mi annoio. A volte esco fuori, nel bar che si trova a pochi passi dalla casa, e mentre bevo un caffè o una birra, sfoglio i giornali quelli cartacei. Dentro ci sono parecchi notizie che in TV non si vedono.

Qualche sera fa, vero mezzanotte, guardavo “Domani in prima”, Rai News 24. La notizia del giorno e il principale oggetto della discussioni con gli ospiti collegati via Skype (la qualità del collegamento a volte è inaccettabile per una televisione professionale) era il fatto che Mattarella, il presidente della repubblica (tutto in minuscolo a posta, per la mancanza di rispetto) ha firmato la legge sulla semplificazione, ma ha fornito anche qualche nota, contestando il metodo. La Costituzione dice che le leggi devono essere uniformi, cioè trattare un argomento, oppure gli argomenti simili. In questa, sulla semplificazione, sono finiti 15 articoli che riguardano il codice stradale e anche qualche norma che permette ai comuni di “sbirciare” nei conti correnti dei cittadini. Quest’ultima hanno cercato di farla per più di 10 anni, ma era sempre rifiutata. Adesso è passata. Mattarella ha spiegato che firma la legge perché è importante per il paese, ma che non va bene mescolare le cose che non centrano niente con le semplificazioni. Vediamo come sono andate le cose.

Il governo propone una legge anticostituzionale (per la forma, non per il contenuto). Il parlamento ci sta al gioco, sotto ricatto della fiducia, ed approva un atto che non dovrebbe. Nell’ultima istanza, il presidente della repubblica, firma una cosa che non doveva, fornendo subito anche la scusa. Ma le regole, a cosa servono? Da noi sono un optional. Si può derogare, si può chiudere un occhio, basta trovare una scusa, ma quella non è scritta e prevista dalle regole. I giornalisti presenti lodano il presidente di aver bacchettato il governo, senza esplicitare che questa bacchettata non significa proprio niente e che la prossima volta, quando avrà bisogno, il governo farà la stessa cosa. C’è un giornalista che osserva che è passata la richiesta dei comuni di poter installare i misuratori di velocità delle macchine: in questo modo possono riempire le casse, visto che il governo a tagliato drasticamente i trasferimenti. Alla fine dice che i poveri automobilisti, some al solito, devono pagare il conto dell’inefficienza istituzionale. Bravi! Anche i giornalisti non vogliono che le norme si rispettino. Come la vedo io, se vai troppo veloce, è giusto che paghi la multa. Sono io strano?

Non è la prima volta che questo succede. All’inizio dell’anno questo governo ha fatto una legge incostituzionale non per la forma, ma per il contenuto della stessa; una cosa molto più grave. Hanno tolto la prescrizione, togliendo la garanzia per gli accusati, prevista esplicitamente dalla Costituzione. Anche quella è stata firmata dal presidente, ma senza alcuna nota a proposito. Lui dovrebbe essere il garante della costituzionalità delle leggi, ma è ovvio che lui questo garantismo interpreta in modo personale, fregandosi dalle regole scritte. E noi pensiamo di migliorare? Io proprio non vedo come. Finche non torna lo stato di diritto, ognuno in questo paese fa quello che gli pare, per la propria convenienza o comodità.

La notizia buona che c’è Tour de France. In tutto questo periodo quello che mi mancava di più era lo sport. Non sono così appassionatissimo, ma semplicemente mi rilassa. Specialmente il ciclismo. A prescindere dalla parte competitiva, ci sono delle bellissime immagini, delle panoramiche mozzafiato. In più, anche i commentatori sono bravi. Parlare qualche ora della corsa, dove a volte succede molto poco, non è facile e sarebbe anche estremamente noioso e monotono. Pertanto inseriscono le storielle sul passato del Tour ed anche qualche cicca gastronomica relativa alle zone dove passa la gara. In più, essere a cas mi permette di seguire in diretta ultime due ore di corsa. Il tempo rubato al lavoro, recupero rimanendo in più sulla scrivania, dopo che l’orario sarebbe teoricamente finito. Io sono uno che rispetta le regole, anche se non c’è nessuno a controllarmi. Mi sembra di essere un pesce fuori acqua in questo paese.

Piatto di pasta con pomodorini caramellati

L’altra cosa che mi rallegra è la cucina di mia moglie. Anche a mia moglie, come credo a tutte, si potrebbero fare tante osservazioni, ma per quanto riguarda la parte culinaria, è praticamente impeccabile. Non soltanto che cerca sempre delle ricette nuove, ma spesso le personalizza. Aggiunge un in gradiente, oppure cambia il modo di preparazione, ma il risultato è sempre ottimo. Ecco, per esempio, oggi per il pranzo c’era pasta fresca con pomodorini caramellati. Una delizia! Allego anche la foto per la testimonianza, almeno visiva. L’importante è sempre avere degli in gradienti buoni e lei è molto attenta a questo aspetto. Se costa un po’ di più, va bene: possiamo permettercelo. Ultimamente mi sembra di vedere crescere la mia pancia. Troppo cibo buono ma anche qualche birra di troppo. Se vedete i tedeschi, quasi tutti sono gonfi, per la birra.

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